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Cosa devi sapere per ricaricare lo scooter elettrico per disabili e anziani in casa

scooter elettrico per disabili con cestino rosso

Lo scooter elettrico per disabili e anziani può essere ricaricato in casa senza compiere delle modifiche al contatore e senza il bisogno di spendere soldi per modificare le prese elettriche.
Cosa’ altro devi sapere sulla ricarica in casa del tuo ausilio elettrico?
Nei prossimi punti cercherò di darti più informazioni possibili su questo argomento.

E’ necessaria una colonnina di ricarica?

No, per ricaricare la batteria del tuo mezzo di sostegno non c’è bisogno di una colonnina apposita per la ricarica. La normale presa di corrente che hai in casa è più che sufficiente per caricare completamente il mezzo.

E’ necessario un secondo contatore?

Se vivi in una abitazione privata o unifamiliare magari non hai bisogno di un secondo contatore infatti i consumi dell’utenza risponde sempre a te. Discorso diverso è se vivi in un condominio e magari hai il tuo punto di ricarica nel box auto o garage e l’utenza è divisa tra tutti i condomini. In questo caso, se qualche condomino si lamenta che è costretto a pagare la tua ricarica, ti consigliamo di collegare un secondo contatore.

E’ necessario aumentare la potenza del contatore?

I KW del tuo contatore sono sufficienti per gestire la ricarica dello scooter per disabili o anziani. Può essere necessario aumentare la potenza se desideri una ricarica più rapida.

Prima di compiere un upgrade dei Kilowatt utilizzabili, verifica a quale potenza può essere ricaricato l’ausilio. 

Questi mezzi hanno un sistema di controllo che non permette di caricare la batteria troppo velocemente per evitare surriscaldamenti. Per modificare la potenza disponibile nel contatore è sufficiente contattare l’ente che distribuisce e fornisce l’energia nella tua abitazione e chiedere la modifica attraverso l’assistenza clienti o un form online.

Quanto costa la ricarica?

Le batterie dello scooter per anziani e disabili sono di piccoli dimensioni e non richiedono un grande assorbimento di potenza. Quindi anche la spesa di ricarica è davvero bassa, sono sufficienti pochi euro per una ricarica completa. I costi possono variare in base alle dimensione delle batterie.

Quanto dura il tempo di ricarica?

Abbiamo già affrontato questo argomento nell’articolo “scooter elettrico per anziani e disabili:cosa devi sapere” e abbiamo visto che il tempo di ricarica è generalmente di 8 ore. La dimensione delle batterie può influire sui tempi di ricarica completa dell’ausilio.

Devo dichiarare che ricarico lo scooter per disabili in casa?

No, puoi stare tranquillo.

Non ci sono norme o decreti che enunciano l’obbligo di dichiarare dove ricarichi lo scooter per disabili e anziani.

 

Questa breve guida ha l’intento di rispondere alle domande più comuni che sorgono sulla ricarica in casa quando ci si appresta all’acquisto di uno scooter per anziani e invalidi.
Se hai qualche domanda su questo argomento che non ho trattato, ti prego di scriverlo nei commenti e proverò a chiarire ogni dubbio.

Cosa devi sapere per ricaricare lo scooter elettrico per disabili e anziani in casa ultima modifica: 2020-06-25T19:59:07+02:00 da Team di Ascensoristi.com

2 commenti su “Cosa devi sapere per ricaricare lo scooter elettrico per disabili e anziani in casa”

  1. gianpaolo

    1) posso lasciare sotto carica la batteria anche quando è terminata la ricarica, anche per giorni?
    2) posso lasciare il caricatore della batteria sotto tensione sempre anche quando non è collegata la batteria perché sto usando lo scooter?
    3) le domande precedenti non sono “vanverate”, ma, se positive, consentirebbero una enorme comodità di gestione.
    Ringrazio per le risposte e mi scuso se …ho chiesto troppo.
    Cordiali saluti. Paolo S.

    1. Buonasera Gianpaolo,
      Le sue domande sono lecite e siamo felici di poterle rispondere.
      Le moderne batterie hanno un sistema di sicurezza che non permette un eccesso di immagazzinamento dell’energia rispetto alla normale capacità per cui è assegnata.
      Questo sistema permette alla batteria di rimanere collegata alla corrente, nonostante la carica sia già avvenuta, senza correre alcun rischio.
      Diverso invece è il discorso che riguarda il caricatore della batteria.

      Seppur a livello di sicurezza non ci siano problemi, collegare il caricatore alla corrente senza che la batteria sia annessa, può portare una perdita di tensione del caricabatterie e a ricariche molto lente o che addirittura non riescono a raggiungere la totale capacità di carica della batteria.

      Riassumendo, entrambi le soluzioni sono sicure non hanno risvolti negativi per la salute o incolumità della persona, ma mentre lasciare sotto carica la batteria anche quando è terminata la ricarica non porta a nessun malfunzionamento, lasciare il caricatore della batteria sotto tensione anche quando non è collegata la batteria porta a una rottura o malfunzionamento del caricabatteria (dopo molto tempo).

      Cordiali Saluti

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